Litoclasia di spalla

Un dolore alla spalla, che spesso dura mesi. Che magari di giorno limita solo un po’ i movimenti, ma che di notte si fa sentire di più. Sono i sintomi più frequenti della tendinopatia calcifica della cuffia dei rotatori, cioè della formazione di calcificazioni sui tendini dei muscoli che si inseriscono nell’articolazione scapolo-omerale, quella fra braccio e spalla.

Che cosa fare

La prima è aspettare che passi: la calcificazione può rompersi spontaneamente e essere riassorbita. In questo caso se si è fortunati il disturbo non torna più, ma se si è meno fortunati tende a diventare cronico. Altre possibilità sono rappresentate da diversi trattamenti: la ionoforesi, le onde d’urto (le stesse che si usano per i calcoli renali), oppure l’intervento chirurgico in artroscopia (eseguito cioè senza «aprire» la spalla) per asportare la calcificazione. Una ulteriore alternativa è un piccolo intervento di radiologia interventistica. «Si tratta di una tecnica concettualmente molto semplice che si esegue sotto guida ecografia. L’operazione è in anestesia locale e consiste nell’introduzione di due normalissimi aghi nella spalla: con uno s’inietta soluzione fisiologica, che scioglie la calcificazione; con l’altro si aspira subito dopo la “polvere” che si è formata. Il paziente dopo l’intervento deve aspettare in ospedale circa un’ora per smaltire gli effetti dell’anestesia, poi può andarsene a casa, anche guidando la propria automobile, e tornare a lavorare entro 48 ore, anche se svolge un lavoro con impegno fisico, come quello del muratore o dell’idraulico».

Materiale friabile

Com’è possibile che la soluzione fisiologica sciolga la calcificazione? La calcificazione in realtà non è affatto “dura”, bensì costituita da un materiale molto più friabile, simile al gesso che si usa per scrivere alla lavagna, e molto idrofilo, cioè pronto a sciogliersi rapidamente in acqua. E non c’è un limite alla grandezza delle calcificazioni perché si possa eseguire questa terapia. «Ne abbiamo asportate anche di grandi come un uovo. Più la calcificazione è grossa più è facile».

Costo zero

Quali i vantaggi rispetto alle altre cure possibili? La ionoforesi richiede decine e decine di sedute per rimuovere calcificazioni di grosse dimensioni. Le onde d’urto devono essere eseguite con macchinari adeguati e sono piuttosto dolorose. L’artroscopia è un vero intervento chirurgico, con tutto quello che ciò comporta, compreso un periodo più o meno lungo di riabilitazione dell’articolazione»

 

Le cause

Si calcola che a una calcificazione alla spalla vada soggetto, nel corso della vita, circa il 20-25% degli italiani e che di questa percentuale circa la metà presenti prima o poi una sintomatologia dolorosa. Ma perché si formano le calcificazioni alla spalla? «La reale causa della tendinopatia calcifica della cuffia dei rotatori è sconosciuta. Ci sono varie teorie, ma nessuna ha un sostegno scientifico inequivocabile. Un’ipotesi coinvolge l’assetto ormonale, visto che il problema investe con più frequenza le donne rispetto agli uomini: il rapporto è di circa 4 a 1. La nostra esperienza suggerisce anche che possa essere chiamato in causa un relativo, scarso uso dell’articolazione. Non è da escludere, infatti, che a favorire la calcificazione sia una cattiva circolazione nel distretto anatomico. Infatti, dopo il trattamento suggeriamo di non aver paura a usare il braccio: il movimento favorisce l’afflusso di sangue alla zona, facilitando il processo di guarigione».

prenota ora la tua visita.

Vuoi prenotare un servizio diagnostico?

Richiedi un appuntamento

Prof. Stefano Folzani
Medico chirurgo Specialista in Radiologia
e Diagnostica per immagini
Docente Aggregato Università del Molise
Facoltà di Medicina